Chiarimenti sull’utilizzo dell’App “Cinghiale Lombardia”

Chiarimenti sull’utilizzo dell’App “Cinghiale Lombardia”

 

  • l’App “Cinghiale Lombardia” nasce ed è stata concepita nel rispetto e in attuazione agli obblighi di legge emessi dal Commissario Straordinario per la PSA e dalle Ordinanze del Presidente della Giunta Regionale;
  • la sua funzione primaria è certamente quella di fornire uno strumento efficace per il monitoraggio e quindi il contrasto della P.S.A.; è, di fatto, un’iniziativa adottata in un contesto che interessa anche la tutela della salute pubblica e non certo finalizzata a strategie di gestione venatoria, posto che l’attività venatoria e di controllo del Cinghiale è già adeguatamente e rigorosamente normata dalle Leggi Regionali e dai Decreti attuativi;
  • il corretto utilizzo dell’App “Cinghiale Lombardia” deve essere considerato un servizio che il cittadino (cacciatore) offre – con senso civico – alla collettività in un momento storico di straordinaria emergenza sanitaria;
  • prova ne è che lo stesso applicativo sarà impiegato con le identiche modalità da Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali, Guardie Venatorie Volontarie, Operatori Faunistici, proprietari e conduttori dei fondi, ovvero da qualunque soggetto autorizzato, nessuno escluso, al prelievo del Cinghiale sul territorio regionale;
  • l’App “Cinghiale Lombardia” non è certo stata pensata come una misura di controllo, diretta o indiretta, dell’attività venatoria e/o dei singoli cacciatori.

Per le ragioni sopra esposte l’utilizzo dell’App “Cinghiale Lombardia” è un nuovo adempimento, si aggiunge ma non sostituisce nessuno degli obblighi di legge che già interessano il cacciatore di Cinghiale, in forma selettiva o collettiva quali, ad esempio, la comunicazione preventiva delle uscite di caccia, l’annotazione dei capi abbattuti sul tesserino venatorio e sugli eventuali inserti aggiuntivi, il rilevamento dei dati biometrici, l’esame trichinoscopico per il tramite di ATS e Istituto Zooprofilattico ecc.

Sebbene Regione Lombardia abbia normato anche l’aspetto sanzionatorio (è un atto dovuto che se vi è un obbligo di legge vi sia anche una sanzione per chi lo disattende) possiamo garantire a tutti i Comprensori Alpini che la Polizia Provinciale di Bergamo assumerà un atteggiamento assolutamente collaborativo e propositivo, consapevole delle difficoltà che qualcuno potrà incontrare in questa prima fase e delle criticità – fisiologiche – che la stessa App potrà evidenziare rispetto al suo utilizzo; non di meno saranno valutate con rigore azioni di resistenza attiva e rifiuto consapevole e premeditato all’impiego di questo applicativo.

Confidando nel senso di responsabilità che i vostri Comprensori Alpini di Caccia hanno più volte dimostrato, chiediamo la più ampia diffusione della presente comunicazione a tutti i vostri associati interessati all’argomento in oggetto e restiamo a completa disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Cordiali saluti

in allegato documento originale

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